La stangata del Preside fa bene alle Borse

Questa mattina Piazza Affari ha salutato con un rialzo del 2,3 per cento e la miglior performance europea la manovra finanziaria del governo Monti. Anche il differenziale di rendimento tra i titoli di stato decennali italiani e tedeschi, (Btp e Bund) che nelle ultime settimane aveva sfiorato il record negativo dei 600 punti è ora in forte calo sotto quota 400 punti. Guarda la diretta dalla Camera dei Deputati
24 AGO 20
Immagine di La stangata del Preside fa bene alle Borse
“Chiamatelo ‘decreto salva Italia’”, ha esordito il presidente del Consiglio Mario Monti presentando la manovra correttiva dei conti pubblici, approvata ieri sera dopo una riunione di tre ore del Consiglio dei ministri. Ma prim’ancora di rivolgersi ai giornalisti, Monti, in piedi, ha parlato direttamente ai cittadini: “Questo è il momento in cui il capo dello Stato e il Parlamento hanno chiesto a questo governo di aiutare a salvare l'Italia e a sviluppare l'Italia”. E ancora: “La pluralità di sacrifici che chiediamo agli Italiani vogliamo siano visti nella prospettiva di un risveglio dell'economia e della società italiane”.
Una volta seduto in sala – alla sua destra il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli; alla sinistra il ministro per lo Sviluppo e le infrastrutture, Corrado Passera, e Pietro Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento – Monti ha iniziato commentando le misure sui costi della politica, annunciando “trasparenza sulle dichiarazioni di redditi e patrimoni di premier e ministri”, spiegando di aver “personalmente rinunciato al compenso di premier e ministro”, ma soprattutto spiegando che saranno “diminuiti i componenti delle 8 autorità indipendenti, da 50 a 28” e che “l’organizzazione delle Province è profondamente modificata: i consigli provinciali avranno solo 10 componenti eletti dai consigli comunali e saranno eliminate le giunte provinciali”.

Monti ha poi sottolineato a più riprese lo sforzo pro crescita del governo, accennando sin da subito alla riduzione del costo del lavoro (Irap) soprattutto per donne e giovani, alla fiscalità premiale per la capitalizzazione delle imprese, e soprattutto alle liberalizzazioni. In particolare queste ultime, come ha spiegato successivamente il ministro Passera, saranno avviate attraverso il potenziamento dell’Authority per la concorrenza, la creazione di un’authority ad hoc per il settore del trasporto, e la maggiore apertura alla concorrenza di settori come quello del commercio e nello specifico delle farmacie. Infine verrà rimesso in moto l’Ice, l’Istituto per il commercio estero, per favorire l’internazionalizzazione delle imprese.

Molto attese le misure sul capitolo previdenza, illustrate dal ministro Fornero e improntate al principio dell’“equità tra le generazioni”. In sintesi: metodo contributivo per tutti (“principio della pensione come risultato del lavoro, la pensione si calcola per tutti secondo la stessa formula”), “flessibilità nel pensionamento”, con “incentivi al proseguimento dell'attività lavorativa” e “pensionamento libero a partire da un'età minima, che non può essere troppo bassa”. L’età minima per le donne è elevata a 62 anni, mentre per le pensioni di anzianità si passa a un minimo di 41 anni e un mese di contributi (42 anni e un mese per gli uomini). Infine, ha spiegato Elsa Fornero, per ottenere risparmi subito, “abbiamo dovuto chiedere una deindicizzazione delle pensioni”. Ma il ministro non ha finito di parlare ed ha iniziato a piangere. E’ passato qualche istante in cui si sono sentiti soltanto i flash delle macchine fotografiche, poi il premier Monti ha ripreso la parola e ha aggiunto che dalla deindicizzazione rispetto all’inflazione saranno escluse “le pensioni minime”.

Il viceministro Grilli, quantificando le misure, ha spiegato che la manovra è fatta di “misure aggiuntive strutturali di 20 miliardi circa per il triennio” e “30 miliardi lordi di intervento”. La prima categoria di riduzioni strutturali della spesa è quella garantita dalla riforma delle pensioni; la “seconda grande categoria sempre nelle spese è il concorso alla manovra degli enti territoriali”; la terza categoria è costituita dalle “maggiori entrate”, ovvero tassazione del patrimonio e tassazione del reddito. Quanto al patrimonio, la voce maggiore, per stessa ammissione del ministro, è quella della “tassazione sulle abitazioni”, anche se “ci sono altre forme di contributo che riguardano la ricchezza finanziaria, le barche sopra i 10 metri, gli aerei privati e le auto di un certo lusso”. Al capitolo “equità”, secondo il governo, sono ascrivibili pure l’estensione dell'imposta di bollo dai conti correnti anche ai titoli e altri strumenti finanziari e un intervento una tantum dell’1,5 per cento per i capitali fatti rientrare in Italia con il cosiddetto scudo fiscale.

Rimandata infine “alle prossime settimane”
la riforma del mercato del lavoro. Anche se sul tema della “concertazione”, ha avvertito Monti, “è necessario distinguere tra campi di competenza dei pubblici poteri e campi nei quali il negoziato con le parti sociali è essenziale”.